LA FORESTA


C’erano una volta tre ragazzi, tutti amici, ma molto diversi l’uno dall’altro.

Il ribelle, l’emotivo e il pacato.

Tutti e tre avevano una passione in comune: le foreste.

Per tutti e tre le foreste erano un posto magico dove rifugiarsi in momenti bui.

Nella foresta del pacato, i fiori erano un tutt’uno con l’intero paesaggio.

Si rilassava ascoltando il suono del vento e il cinguettio degli uccellini.

La foresta del ribelle presentava alberi dalla corteccia dura, popolati da insetti che erano spesso in movimento.

Gli alberi si accorgevano degli insetti, e, sotto sotto, ne erano spaventati, ma, per via della dura corteccia, non lo davano a vedere.

Nella foresta del ribelle, la luce era coperta dalle folte foglie dei cerri, che non le lasciavano nemmeno un angolino per respirare.

Nella foresta dell’emotivo, infine, era tutto un via vai di tratti in cui la luce c’era e non c’era. Era piena di animali, dov’egli riusciva a trovare sollievo, spesso, dopo grandi delusioni da parte di altri appartenenti alla sua specie.

L’unico modo per il ragazzo di trovare però il sollievo, era stendersi a fare un pisolino tra quegli olmi, perso tra i suoni delle canzoni di De André e Lucio Dalla.

Vi starete forse chiedendo chi siano questi ragazzi. Potresti essere tu, potrei essere io, questa è solo una breve storia, che riesce a far da specchio per l’animo di una o più persone in storie, attraverso un luogo in natura dove ognuno può trovare sollievo: la foresta.


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